1) El meso che ve' doveva dar lo capello na fo robà ma malamento l'à baratà e non gaveva raxon... (Quattro lettere mercantili di Boccalata de Bovi [DDL], 1282-1283 (?), mant., 3, p. 16.38)
2) Securità darà di stare a ragione, et di non baractare e' detti beni et cose... (Statuto dell’Università ed Arte della lana di Siena [AP1], 1298, sen., dist. 2, cap. 11, p. 210.4)
3) Et similemente, nulla persona possa nè debbia donarle, nè baractarle, u mandarle a Fiorensa, vel compararle... (Breve dell’Arte della lana di Pisa [CZ], 1304, pis., cap. 50, p. 686.10)
4) P(er) questo modo se fa questa raxo(n), maço(r) e meno(r), e questa valle al barata(r) una me(r)chada(n)tia con ll'oltra... (Zibaldone Riccardiano 2161 [IKL], XIV pi.di., venez., 36, p. 89.9)
5) Sono due merchatanti che volglono barattare insieme, l'uno si à lana e ll'altro si à panni... (Paolo Gherardi, Liber habaci [PGH], XIV pm., fior., [17], p. 147.18)
6) Giura[ndo] che non lo tragano per vendere, donare, alienare, cambiare o barattare. (Gabella delle porti [XDH], 1360/70, fior., Uscita 15, p. 118.30)
7) Due merchatantj barattano insieme; l'uno à rame, l'altro à stangno... (Paolo dell'Abbaco, Trattato d'aritmetica [PM], a. 1374, fior., 173, p. 143.10)
8) Tutto commo di sopra s’è detto, e vendendo, comprando, baratando, etcetera... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 26)
9) Durava appo i Troiani il primo modo, del barattar cose a cose; e non pare che l’oro si monetasse: sì bene che e’ valesse più degli altri metalli, poichè Omero dice che Glauco barattò l’armi sue d’oro... (Bernardo Davanzati, Notizia de’ cambi [DA1], 1581, fior., p. 32)
10) Similmente gl’uomini del Perù barattavan da prima a pezi d’oro uno spechio, un ago, un sonaglio... (Bernardo Davanzati, Lezione delle monete [DA2], 1588, fior., p. 28)
1) Forciore venne ala Pieve e baractò uno fiorino da ser Ubaldo e poscia se n'andò. (Confessione di prete Berto di Ventura da Mensano [GGR], 1326, volt., 10, p. 24.18)
Dall’ant. fr. barater o dal prov. baratar (cfr. LEI s.v. baro, 4, 1406.39). Il v. è att. in volgare a partire dal Testamento volgare scritto in Persia (1263, pis.-lucch., pag. 29.13), mentre in accezione tecnica a partire dalle Quattro lettere mercantili di Boccalata de Bovi (1282-83 (?), mant.). Distribuzione geolinguistica: il v. è attestato prevalentemente nelle aree sett. e tosc. (cfr. TLIO s.v. barattare). Il significato § 2 conta un'unica att. in area volt.