Struttura della scheda

1. Entrata
Il lemma in entrata si presenta normalizzato, nella forma dell’italiano moderno; la scheda, tuttavia, dà sempre conto anche di tutte le varianti grafiche e fonomorfologiche documentate nel corpus di riferimento, che si presentano raccolte in una sezione dedicata (Lista forme) e interrogabile.

Quando opportuno (in particolare quando una forma non corrispondente all’italiano moderno appare registrata in molti lessici ed è probabile la ricerca da parte di un utente), le alternative documentate possono entrare come voci di rinvio al lemma principale (es. cabelliere s.m. > gabelliere s.m.). Per una lista completa delle varianti grafiche e fonomorfologiche documentate e collegate a un lemma, tuttavia, si dovrà fare riferimento alla sezione Lista forme di ciascuna scheda o alla maschera di ricerca.

1.1. Polirematiche
Il LeSEF ammette unicamente entrate monorematiche; le eventuali espressioni polirematiche sono registrate sotto il lemma che costituisce la parte tematica dell’espressione – secondo il seguente schema: sotto la voce del primo sostantivo; altrimenti sotto quella del primo aggettivo; altrimenti sotto quella del primo verbo; altrimenti sotto quella del primo avverbio – e accolte all’interno della struttura semantica di quest’ultimo. Per esempio, le locuzioni baratto col tempo o baratto composto sono trattate all’interno della scheda di baratto s.m. Le schede degli altri elementi che compongono la polirematica (es. tempo), pur segnalando tale locuzione, rimandanderanno al lemma di testa per la definizione, gli esempi e qualsiasi ulteriore informazione lessicografica.
Tutte le locuzioni che il redattore avrà ritenuto opportuno rilevare all’interno della scheda saranno marcate informaticamente: questo consentirà anche di disporre di un elenco completo di tutte le espressioni complesse segnalate, che sarà consultabile in una sezione specifica del sito.

2. Definizioni
La scheda offre una definizione per ciascuna accezione tecnica del termine in esame; l’albero semantico si distribuisce secondo un ordine gerarchico logico, dal generale al particolare, o cronologico, laddove appaia necessario documentare l’evoluzione del referente nel tempo. Le definizioni semantiche sono redatte di prima mano attraverso l’analisi dei contesti disponibili, con il supporto degli strumenti lessicografici di riferimento (dizionari storici e specialistici) e di studi specifici, e sottoposte alla revisione della commissione scientifica.

3. Esempi
Ciascuna accezione è corredata di un’adeguata esemplificazione, desunta dal corpus di riferimento e funzionale alla ricostruzione dell’uso del tecnicismo, della sua storia e della sua diffusione areale. Pertanto, il criterio che guida la selezione degli esempi (fino a un totale di venti contesti per ciascun significato) è quello della massima rappresentatività sul piano diacronico, diatopico e testuale: vengono citati sempre la prima attestazione nel corpus di ciascuna accezione tecnica e l’esempio cronologicamente più alto per ciascuna area geolinguistica; infine, gli esempi trascelti devono dar conto il più possibile delle diverse tipologie testuali in cui il lemma è documentato.

4. Nota
La sezione lessicografica vera e propria, deputata all’analisi semantica del termine, è seguita da un breve commento linguistico, volto a precisare l’etimologia e la prima occorrenza del tecnicismo in volgare (se anteriore, si indica anche la prima occorrenza del lemma in volgare priva di valore tecnico). Segue l’indicazione degli strumenti lessicografici di riferimento e una bibliografia essenziale. Per lo scioglimento delle sigle, si rinvia alla pagine Bibliografia citata.
A supporto dei casi più complessi e più dibattuti, la nota può aprirsi anche a osservazioni di carattere storico-economico. La redazione di questo eventuale approfondimento tecnico è sempre a cura di Francesco Ammannati.

5. Pannelli di approfondimento
Infine, ciascuna scheda è corredata di alcuni pannelli informativi utili a illustrare singoli aspetti relativi al lemma in esame.
I primi due sono deputati a raccogliere la lista delle varianti grafiche e fonomorfologiche documentate nel corpus per la voce in esame e l’elenco di tutte le polirematiche segnalate all’interno della scheda. L’ultimo campo, identificato dal titolo Dall’Italia all’Europa, s’incarica di dare rilievo all’eventuale mobilità del tecnicismo in esame verso altre lingue, facendo riferimento ai dati offerti anzitutto dal DIFIT - Dizionario di italianismi in francese, inglese, tedesco e dall'OIM - Osservatorio degli italianismi nel mondo. Anche questa informazione si presenta marcata informaticamente (e sarà dunque richiamabile dalla maschera di ricerca) e permette di valorizzare quei tecnicismi di portata internazionale che, attraverso la vitalità degli scambi di merci e di conoscenze nei secoli, contribuiscono oggi a definire un patrimonio linguistico comune a livello europeo.