1) Però che ’l gran mercatante non terrà sempre fermi li garçoni, né factori, ma ora li manda in qua, ora li manda in là, in modo che a le volte lui con loro sonno fora, chi a fiere, chi a mercati, etcetera, e solo le donne o altri garçoni restano a casa, che forse apena sanno scrivere, e pure loro, per non exviare li aventori, convengano vendere e scotere, pagare e comprare, secondo l’ordine che dal principale li sia imposto. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 6)
2) Fatto che harai questo con dilegentia e tu da te saldarai tutto el tuo quaderno a partita per partita, in questo modo che prima començarai da la cassa, debitori, robbe e aventori, e quelle portarai in libro “A”, cioè in quaderno nuovo, ché non bisogna, come ho detto di sopra, li resti ponere in giornale. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 34)
3) E solo le don(n)e o altri garzoni restano a casa, che forse a pena sanno scrivere, et pure alle volte loro per non desviar li aventori, convengono vendere, o comprare, secondo che dal principal li si sia imposto. (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., cap. V, p. 12)
Dal lat. adventor (cfr. DELIN s.v. avventore). Il sost. risulta att. nel corpus solo nel De computis et scripturis di Luca Pacioli (1494, ssep.) e nel Quaderno doppio col suo giornale di Domenico Manzoni (1540, trevis.). Il GDLI s.v. avventore riporta un primo esempio da Agnolo Firenzuola.
Boccardo 1857-1861 s.v. avventori; Id. 1881-1882 s.v. avventori; Crusca II-V s.v. avventore; GDLI s.v. avventore; TB s.v. avventore.