1) Dello 'nventaro che nne fecie, uno in mio nome uno in nome di Francescho, e altenticolli nella sacrestia di Sa· Jacopo; e uno piccholo ne fecie per lo debito de' Bardi... (Memorie relative all'eredità e alla sepoltura di Cino da Pistoia [GHD], 1337-42, pist., p. 128.21)
2) ... en pena de vintecinque livre de denare per ciascuno de loro, esse [scil. tucte le scriture] scrivere e autentecare e a la parte domandante sença preço restituire, sì enquisitione, denuntiatione e acusa... (Statuto del Comune e del Popolo di Perugia del 1342 in volgare [GGB], 1342, perug., L. 1, cap. 14, par. 6, vol. 1, p. 64.31)
3) Del modo commo in molti lochi si habino autenticare tutti li libri mercanteschi, e perché, e da chi. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., Tavola del quaderno, cap. 7)
4) Alcuni dicono che li libri grandi, cioè giornale e quaderno, secondo l'usanze de diversi paesi si sogliono autenticare, presentandoli a certi officii, come sono consoli, in la città de Perosa, et altri officii di mercadanti... (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., cap. VII, p. 14)
Dal lat. med. authenticari (cfr. DELIN s.v. autenticare). Il v. è att. in volg. a partire da Jacopo della Lana, Commento alla Commedia di Dante Alighieri (Paradiso) secondo il cod. Riccardiano-Braidense (1324-28, bologn.), mentre in accez. tecnica è doc. dalle Memorie relative all'eredità e alla sepoltura di Cino da Pistoia (1337-42, pist.). Distribuzione geolinguistica: il v. risulta diffuso prevalentemente nell'Italia centrale e sett.
Crusca I-V s.v. autenticare; GDLI s.v. autenticare, § 1; Rezasco 1881 s.v. autenticare; TB s.v. autenticare, § 1; TLIO s.v. autenticare.