* 1) Lo assicurare l’è uno [contracto] comune et utile et commodo non sola mente a’ mercanti che asicurano et che si fanno assicurare, ma eçiamdio l’è commodissimo a le cità et a le republiche per dui potissimi respeti... (Benedetto Cotrugli, Libro de l’arte de la mercatura [COT], 1458, it. sett., cap. XIIII, cc. 35r-v, p. 86)
2) Se tu havessi preso otto o dieci o venti ducati per assicurare nave o galee o altra cosa, debbi fare creditore sicurtà di navilii, e chiarire che e come e quando e dove e quanto per centinaro, e debitore conto di cassa... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 36)
Dal lat. assecurare (cfr. LEI s.v. assecurare, 3, 1778). Il v. è att. in volg. a partire dal Libro di Uguccione da Lodi (XIII in., crem., 138, p. 605), mentre in accez. tecnica è doc. dalla Lettera di Andrea de' Tolomei da Tresi a messer Tolomeo... e agli altri compagni de' Tolomei, in Siena (1262, sen.). Distribuzione geolinguistica: il v. risulta diffuso in tutta l'area it.
Crusca III-V s.v. assicurare, § 4; Edler 1934 s.v. assicurare; GDLI s.v. assicurare, § 18; Rezasco 1881 s.v. assicurare; TB s.v. assicurare, § 16.
Fanini 2023, p. 264; Sosnowski 2006, pp. 47, 60-61, 115.