1) Di G. da Venegia. De i cavalli, che li venda. Rimane acieso ne libro de' conti. Una posta duve e' nostri di Parigi dieno rendare conto, fo. 51. (Libro dei conti della filiale londinese dei Gallerani [GA1], 1305-1308, sen., p. 122.14)
2) Ora, per cancellare il libro vechio ti conviene, a ciascuno conto acceso, ispegnerlo con lo bilancio sopraditto, cioè se uno conto del libro vechio sarà creditore, che lo vedrai per lo bilancio, fara'lo debitore e dirai... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 36)
3) E così harai ispento tutto il libro vechio e acceso al libro nuovo. E così, commo io t’ò mostro d’uno creditore, così hai a fare d’uno debitore, salvo che, dove al creditore si fa debitore, posto debbi havere, e tu hai a fare creditore, posto debbi dare et è fatto. (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 36)
Dal lat. accendere (cfr. LEI s.v. accendere, 1, 254-262). Il v. è att. in volg. a partire dai Proverbia que dicuntur super natura feminarum (XIII pi.di., ven.), mentre in accez. tecnica a partire dal Libro dei conti della filiale londinese dei Gallerani [GA1] (1305-1308, sen., p. 122.14). Distribuzione geolinguistica: il v. risulta diffuso esclusivamente in area tosc.
Crusca III-IV s.v. accendere, § 5; Crusca V s.v. accendere 2; GDLI s.v. accendere, § 17; Rezasco 1881 s.v. accendere; TB s.v. accendere, § 22.
Fanini 2024, p. 47 (s.v. accendere).