1) Nel modo et ne la forma infrascritto, cioè, che dove dicie el detto affabeto de' denari diposti overo in accomandigia dati XVIII den., dicha II sol... (Statuto dell'Arte della Mercanzia senese [TL], 1343, sen., L. 4, p. 176.23)
2) Del terço et ultimo libro principale mercantesco, detto el quaderno, commo debbe esser fatto e del suo alfabeto, commo se debbia ordinare, ugniolo e dopio... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., Tavola del quaderno, cap. 13)
* 3) E portile in lo terzo libro, ditto quaderno grande, el qual comunamente si costuma fare de tante carti che ’l giornale, in lo quale converrà esser uno alfabeto overo repertorio, o voi dir trovarello secondo alcuni, a la fiorentina se dici lo stratto, nel qual porrai tutti debitori e creditori per le lettere che contengano... (Luca Pacioli, De computis et scripturis [LPA], 1494, ssep., cap. 13)
4) Li nomi de le partide vive, in l’alfabeto, vi si poneno a man destra. (Domenico Manzoni, Quaderno doppio col suo giornale [MAQ], 1540, trevis., cap. XIII, p. 20)
5) Et di poi fatto il sopraditto ordine nell’alfabeto, et nel giornal, si denno portar le partite nel libro alle sue carte dove quelle andarano scrivendoli con diligentia per schivar li errori. (Alvise Casanova, Specchio lucidissimo [CAS], 1558, venez., p. 9)
Dal lat. alphabetum (cfr. LEI s.v. alphabetum, 2, 223-225). Il sost. è att. in volg. a partire da Garzo, Proverbi (XIII s.m., fior.), mentre in accez. tecnica è doc. dallo Statuto dell’Arte della Mercanzia senese (§ 1, 1). Distribuzione geolinguistica: il sost. risulta diffuso nelle aree tosc. e ven.
Edler 1934, s.v. alfabeto.
Fanini 2023, p. 261; Sosnowski 2006, pp. 81, 89.